Gestione faunistica

Premessa 1:

Gli ecosistemi, dai più semplici a quelli più complessi, si mantengono naturalmente in una condizione di equilibrio dinamico. Ad ogni azione a carico dell’ecosistema – sia esso foresta, laguna, ambiente urbano – corrisponde una reazione.

La capacità di un ecosistema di ritornare alle condizioni precedenti un disturbo (condizione ante) prende il nome di resilienza. Quando però l’effetto di un disturbo (una frana in un versante montano, un’infestazione massiccia in un bosco, un evento inquinante in un fiume ecc.) supera abbondantemente la resilienza dell’ecosistema, questo non riesce più a ripristinare l’equilibrio e si modifica.

Premessa 2:

L’uomo, da quando ha abbandonato la condizione di nomade raccoglitore o cacciatore, ha iniziato a modificare l’ambiente che lo ospita secondo le proprie necessita. Questa capacità di modificare l’ambiente è stata uno degli elementi che ha permesso l’affermazione di Homo sapiens sapiens come specie dominante sul pianeta Terra.

Considerazione faunistica:

Le numerose modifiche dell’ambiente dovute alla presenza dell’uomo, specialmente in ambiente montano, hanno portato ad una quasi scomparsa dei predatori (lupo, lince, orso…) dagli ambienti forestali, lasciando così un più facile sviluppo alle specie di grandi mammiferi “prede” (cervidi, suidi, bovidi) specialmente nelle zone in cui la caccia è proibita, limitata o tradizionalmente poco sviluppata. La crescita di queste popolazioni, limitata per lo più da fattori abiotici, si è tradotta in popolazioni sempre più numerose e dense, talvolta molto prossime alla capacità portante dell’ecosistema che le ospita, creando un disturbo continuo e modificando talvolta interi ecosistemi.

Ecco il punto: abbiamo (noi Homo sapiens sapiens) reso difficile il controllo delle popolazioni di grandi erbivori da parte dei nemici naturali e ci troviamo con degli ecosistemi spesso fuori equilibrio. L’idea di avere nuovamente i grandi predatori ci stimola (specialmente chi, come me, vive in città e non campa di allevamento) ma allo stesso tempo ci preoccupa (incontrare un orso bruno di 300kg sul bel sentierino di montagna è quantomeno pericoloso), ergo non possiamo ripristinare questo equilibrio.

La soluzione è la “gestione faunistica”, ossia un prelievo di un numero di animali pre-determinato (con censimenti mirati) con una proporzione precisa tra maschi e femmine e tra individui giovani e meno giovani che, per quanto crudele possa sembrare agli occhi dei più, è il metodo più efficace per mantenere un modello di equilibrio in una popolazione di animali selvatici. Tale gestione è regolata da leggi nazionali e regionali.

La caccia, se fatta bene, non è un crimine ma uno strumento di gestione dell’ambiente, in realtà molto più complesso di come è stato descritto sopra.

P.S.  Sottolineo che chi scrive non pratica alcuna attività venatoria, mi considero dunque “non di parte”. E’ importante, in ogni caso, capire che la gestione faunistica a carico dei grandi mammiferi, di cui ho scritto, non deve essere confusa con la caccia ad altre specie di piccoli mammiferi (lepre) o uccelli (di cui forse scriverò in futuro) né, tantomeno, con pratiche venatorie illegali.

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2 pensieri su “Gestione faunistica

  1. A questo punto i complimenti sono d’obbligo. Mi piace l’impostazione da divulgatore tecnico e preciso nelle definizioni ma allo stesso tempo capace di spiegare con chiarezza anche a chi come me non ha nulla a che fare con la tua professione e tutto ciò che la circonda.
    E soprattutto mi piace la voglia di demolire pezzetto per pezzetto con argomentazioni dalla precisione di un sillogismo tutte le credenze, le leggende metropolitane che alimentano l’ignoranza che purtroppo dilaga, a volte per pigrizia, a volte per inevitabile impossibilità di avere una conoscenza dettagliata su tutte le cose del mondo.
    Ulteriori considerazioni te le farò la prima volta che ci vediamo, non mi sembra giusto intasare il tuo post con un commento non direttamente inerente all’argomento.
    Sicuramente continuerò a leggerti (nella speranza di limitare un poco almeno la mia ignoranza in materia!) e prometto buona pubblicità 😉
    Lucia

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