Ricercando…

datiFare ricerca è un casino!

Ecco, probabilmente non servivo io per dire una cosa del genere, ma dopo qualche mese nel settore (con il quale mi sono guadagnato il grado di volenteroso principiante) posso fare le seguenti considerazioni:

1. Fare ricerca è un casino.

2. Pochi tra coloro che non sono direttamente in contatto con la Ricerca (R maiuscola) sanno realmente di cosa si tratta.

3. La ricerca mi piace (commento personale, ma spiegherò il perché…)

Fare ricerca significa essere curiosi. D’altra parte il Metodo Scientifico dice che tutto inizia da un’osservazione che ci solletica qualche idea; formuliamo quindi un’ipotesi, strutturiamo un esperimento per verificare la nostra ipotesi ed arriviamo ad una tesi (o teoria). Facile? un paio di balle!

Anzitutto perché non si osservano più pendoli o nuove specie di animali: oggi quasi tutto è già stato studiato, analizzato, rivoltato come un calzino e digerito. quasi tutto.

Oggi è fondamentale sapere qual’è lo “stato dell’arte” in un determinato aspetto di un determinato settore di una determinata branca. E per fare ciò devo leggere, rileggere e digerire diversi quintali di articoli (o papers) che hanno già trattato argomenti simili, vicini o preliminari all’argomento che io voglio trattare. Questi articoli mi diranno da quali altri studi hanno preso determinate nozioni e, grazie a database pubblici, posso sapere chi altro ha successivamente lavorato basandosi sui risultati degli articoli che sto analizzando.

Tutto ciò, se fatto a modo, mi consente di capire chi, come, quando e quanto ha lavorato nel mio stesso campo. Posso quindi evitare di sperimentare qualcosa di già fatto da altri (e che dunque nessuno pubblicherebbe mai) e posso capire quali strade non sono ancora state percorese e con quali mezzi percorrerle.

Se sono abbastanza bravo, se imposto a dovere il mio percorso sperimentale, se i dati sono buoni, se non finisco i soldi a metà strada, se tutto va bene, posso scrivere io stesso un articolo scientifico (o paper) e proporlo a qualche rivista scientifica. Una volta accettato diventerò un nuovo tassello nell’immenso sapere della “comunità scientifica”. altri lo leggeranno e potranno cestinarlo, oppure potranno trarne ispirazione e ricominciare di nuovo il percorso.

In tutto questo il bello sta nelle altre persone. Normalmente la collaborazione tra “colleghi” è normale: se chiedo un consiglio o qualche dato a chi ha già lavorato nel mio campo ho risposte immediate e complete. Anche se io sono un dottorando e “l’altro” è un plurititolato ricercatore o docente che vive dall’altra parte del mondo.

Unica pecca:la ricerca necessita di fondi…ma questa è un’altra storia.

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2 pensieri su “Ricercando…

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