Starring and co-starring

Per chi ancora non l’avesse appreso dalla mia viva voce, lo scopo della scampagnata in Nuova Zelanda è il monitoraggio in quasi tempo reale di alcune specie di insetti particolarmente dannose per le colture agrarie, in particolare i frutteti..spero resti un po’ di tempo per passeggiare nei boschi..

Ma bando alle ciance! Andiamo dunque a presentare alcuni dei protagonisti del viaggetto all’altro capo del mondo

Ceratitis capitata. Fonte: Wikipedia

La signorina qui a sinistra si chiama Ceratitis capitata, mosca della frutta per gli amici, appartenente al prestigioso club degli anto-spermo-carpofagi (fondamentalmente quelli che si pappano frutti, semi e fiori. Vegetariani raffinati). Mamma Ceratitis depone le uova in frutti molto zuccherini (ad esempio quelli delle rosacee) e le pargolette larve, con la scusa di dover crescere, si pappano un po’ tutto quello che trovano prima di uscire dal frutto e impuparsi a terra.

Bactrocera oleae. Fonte: Wikipedia

Alla vostra destra, invece, fa il suo ingresso Bactrocera oleae, alias mosca dell’olivo, appartenente allo stesso club di C. capitata ma particolarmente specializzata nel deporre uova e sviluppare larve nelle olive.

Ora, appare evidente che se una persona vive producendo frutta, olive o derivati e si vede sterminare il raccolto per colpa di queste due signore, beh..magari qualche moccolo lo tira. Specialmente se questo produttore vive in Nuova Zelanda dove queste due specie NON  sono native e dove, dunque, scarseggiano i nemici naturali. Ecco perché mi impacchettano e spediscono, usando anche un po’ dei soldi dei contribuenti, a sviluppare un sistema di monitoraggio fotografico per individuare sul nascere eventuali  attacchi delle due bestiacce di cui sopra.

Monochamus galloprovincialis. Fonte: Wikipedia

Ma un personaggio maschile*? eccolo qui: si chiama Monochamus galloprovincialis, simpatico cerambicide che si riproduce e vive a carico del pino (varie specie di Pinus) ma soprattutto è vettore (cioè si porta addosso) un fastidioso nematode, con il cui nome concludo questo climax di difficoltà di pronuncia: Bursaphelenchus xylophilus, responsabile della moria del Pino (non stò a spiegare i dettagli, sono già noioso così).

Che c’azzecca M. galloprovincialis con la Nuova Zelanda? Nulla!

A lui va solo il merito di essere stato la “specie target” con cui ho iniziato a sperimentare questa nuova metodologia di monitoraggio. Mi pareva segno di ingratitudine non menzionarlo nemmeno!

*I personaggi sono definiti maschili o femminili non ad minchiam, ma secondo lo scientificissimo principio per cui se il nome del genere finisce in “a” allora è femmina, se finisce in “o” o “us” allora è maschio. Quindi non rompete le scatole se, ad esempio, l’esemplare di Monochamus in fotografia è una femmina: il personaggio resta maschile.

Blog mio, regole mie!

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