Come funziona da queste parti

Dato che è già passato qualche giorno dal mio arrivo in Nuova Zelanda e dato che sto iniziando ad essere cosciente ed attivo anche nelle ore di luce e non solo in piena notte, direi che è il caso di buttare giù due righe in questo tanto bistrattato blog.

Da lunedì ho preso posto all’istituto Plant and Food Research, situato nel ridente paesino di Lincoln, 2000 anime e un campus universitario a un tiro di schioppo da Christchurch, capitale dello stato (provincia? Regione?) di Canterbury.

Come prima cosa mi viene dato un badge elettronico che servirà a farmi riconoscere come “autorizzato” da quelli della sicurezza e ad aprire le porte. È temporaneo (si scusano), ma giovedì faremo la foto che andrà sul mio badge definitivo, nel sito internet e nelle eventuali pubblicazioni che usciranno dal mio lavoro.

Mi accompagnano al mio ufficio, condiviso con un altro ricercatore, in cui mi aspettano:

–          Computer fisso con login e password personali

–          Indirizzo istituzionale di posta elettronica

–          Telefono con numero dedicato

–          Manuale di istruzioni su come fare e chi contattare per qualunque problema

Lab meeting del lunedì alle 9: dura 15 minuti, ognuno del gruppo di lavoro dice cosa sta combinando e cosa ha intenzione di fare nella settimana. Nessuna discussione, ma forse è solo perché il boss è assente fino ad inizio ottobre.

Mi vengono illustrate le attività ludico/ricreative: mercoledì è il cake day, a turno si porta una torta per la pausa delle 10-e-qualcosa e se voglio posso partecipare all’organizzazione dell’oktober fest “de noantri” (che, diciamolo, fatto in primavera hatutto un altro fascino).

Oggi gara di quiz in pausa pranzo: squadre da 4 concorrenti si sfidano su domande di cultura popolare (riconoscere personaggi famosi dalle loro foto da bambini, riconoscere canzoni ed autori, cultura generale), le prime 3 classificate vincono un premio, pagato con la quota di partecipazione di tutti quelli che vogliono giocare (qualcosa meno di due euro a persona). La mia squadra, per la cronaca, ha chiuso sesta su undici.

Ieri, invece, meeting con un ricercatore di un centro forestale per discutere l’eventuale applicazione del mio lavoro a specie di interesse non agrario: 30 minuti con una tazza di tè e il progetto è definito.

In generale si lavora concentrati, pause a metà mattina e a metà pomeriggio, pausa pranzo veloce e alle 5 tutti a casa. A giudicare dalle loro pubblicazioni direi che la produttività è piuttosto alta.

Secondo le statistiche, invece, l’Italia è uno dei paesi europei dove si lavora di più ma si produce di meno…

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