Boschi dall’aereo

Fare viaggi in aereo è noioso. Non puoi fare quasi nulla se non sfogliare riviste che assomigliano a brochures pubblicitarie, leggere un libro (se te lo sei portato) e bere una brodaglia calda da un bicchiere di carta chiedendoti se sia tè o caffè (propendi leggermente per il primo per via del colore, ma uno strano retrogusto di bruciato ti fa essere indeciso tra le due ipotesi).

Le cose cambiano se fai un volo interno in un paese straniero, con una bella giornata e la testa vicino al finestrino. Diventa come sfogliare un atlante, tutto quello che ti corre sotto è nuovo e, se sei abbastanza curioso, provi a immaginarti le etichette su quell’atlante 3D muto.

Sono partito da pochi minuti dal Rotorua Internation Airport (l’unico aeroporto internazionale più piccolo di quello di Treviso che mi sia mai capitato di vedere), direzione Christchurch, un paio d’ore di volo. Sto filosofeggiando su quanto descritto sopra quando mi appaiono degli strani campi coltivati.

Si tratta di Plantation forests, letteralmente boschi trattati tali e quali a delle coltivazioni: Si piantano gli alberi, si aspetta che crescano per sfoltirli un po’ (diradamento) e quando sono grandi al punto giusto si tagliano e si portano in segheria perché vengano lavorati e trasformati in travi, tavole, pali ecc.

Per P. radiata sono sufficienti 20-25 anni per raggiungere le dimensioni sufficienti per il taglio (diciamo intorno ai 50/60cm di diametro). Da queste parti l’albero aumenta il diametro di oltre 2cm all’anno.

La specie scelta per questo tipo di gestione del suolo è il Pinus radiata (un pino che da lontano ricorda un abete appena più spelacchiato). Ovviamente non ne sono sicuro, potrebbe essere Douglasia (Pseudotsuga menziesii), utilizzata per lo stesso scopo, ma direi che per probabilità voto Pinus. E siccome l’atlante che mi scorre sotto è muto devo cercare di capire dove caspita sono queste piantagioni.

Poco male, ho alcuni indizi: Sono piuttosto vicino a Rotorua, il terreno è pianeggiante e questi quadroni di alberi perfettamente uguali in altezza e colore dovrebbero essere ben visibili dalle fotografie satellitari. Google Earth pensaci tu!

Il risultato è nella foto qui sotto: sono molto evidenti i settori (particelle) in cui gli alberi sono stati appena tagliati e sostituiti con nuove piantine (semenzali), quasi invisibili dall’alto. Gli altri settori sono tutti coperti dalla vegetazione, ma guardando l’immagine con attenzione (se ci cliccate sopra dovrebbe ingrandirsi) si intuisce che alcune “macchie versi” hanno delle tonalità diverse e che in alcuni punti le cime degli alberi sembrano più basse. Giusto per dare un’idea delle dimensioni, la linea gialla è lunga 1km.

Interessante se consideriamo che questo tipo di gestione forestale è quasi del tutto assente in Italia (fatta eccezione per i pioppeti), e sicuramente non praticata sulle conifere.

Almeno in questo viaggio non mi sono annoiato.

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