Università. Quantità o Qualità?

grad(Un titolo, tre parole, tre accenti sulla “a” finale. Un record?)

Pensavo al sistema della ricerca in Nuova Zelanda. Poi ho pensato al sistema della Ricerca e dell’Università in Italia. Poi mi sono chiesto: ma quante università ci sono in Italia? Poi ho pensato che contare quelle in Italia era troppo faticoso (pigrizia giustificata se si considera che il ragionamento è stato partorito in autobus tornando dall’ufficio), Quindi ho immaginato di prendere un treno – in omaggio a questo treno di pensieri senza senso – da Trieste ad Aosta, e ho immaginato che ad ogni sede universitaria corrispondesse una fermata.

Ora, il mio treno va un po’ a zig-zag dato che ho considerato le regioni Friuli V.G., Veneto, Trentino A.A., Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta; ma il viaggio si è rivelato lento non tanto per il percorso tortuoso, quanto per il numero di fermate: 31!

31 (trentuno) sedi universitarie solo nel nord Italia. Ci credo che scegliere dove iscriversi non è semplice!

La lista completa la trovate a fine post.

Il mio pensiero successivo – oggi ero in vena di pensieri – è stato: Ottimo! con tutte queste Università avremo sicuramente delle eccellenze mondiali! Un po’ come la scuola media che iscrive ai giochi della gioventù tutti gli studenti possibili, qualcuno di bravo ci dovrà pur essere…

Sono andato a guardarmi qualche ranking internazionale (come fa figo parlare inglese!). Bene, per Times Higher Education nessuna di queste università rientra tra le prime 200 al mondo per il 2012/13, per ARWU (Academic Ranking of World Universities) solo Milano (Università degli Studi) e Padova occupano una posizione tra la 151 e la 200 per il 2012, superate da altre due università Italiane (Pisa e Roma La Sapienza), per il Guardian solo Bologna si sistema, per un pelo, tra le prime 200 (194ma), sempre per il 2012.

Ora, io non ho nulla contro nessuna di queste università, di alcune conosco degnissimi rappresentanti sia come ricercatori, sia come docenti. Solo mi chiedo se, forse, non sarebbe meglio cercare di avere meno istituti ma di categoria alta che molti istituti mediocri.

Si parla molto di investire in cultura, innovazione e ricerca per rilanciare il paese, ma sembra che le energie per questo rilancio siano piuttosto frammentate.

Elenco delle sedi Universitarie del Nord Italia (mi scuso se dovessi aver inserito qualcosa che non esiste o se mi fossi perso qualcuno):

Bergamo – Università degli Studi

Bologna – Università degli Studi

Bolzano – Libera Università

Brescia – Università degli Studi

Brescia – Università Cattolica del Sacro Cuore

Como – Università degli Studi dell’Insubria

Ferrara – Università degli Studi

Genova – Università degli Studi

Milano – Università degli Studi

Milano – Università degli studi di Milano-Bicocca

Milano – Università Cattolica del Sacro Cuore

Milano – Università Commerciale “Luigi Bocconi”

Milano – Università Vita-Salute San Raffaele

Milano – Politecnico

Milano – IULM Istituto Universitario di Lingue e Comunicazione

Modena – Università degli Studi

Padova – Università degli Studi

Parma – Università degli Studi

Pavia – Università degli Studi

Torino – Università degli Studi

Torino – Politecnico

Trento – Università degli Studi

Trieste – Università degli Studi

Trieste – SISSA Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati

Udine – Università degli Studi

Varese – Università degli Studi

Varese – LIUC Libero Istituto Universitario “Carlo Cattaneo”

Venezia – Università degli Studi “Ca’ Foscari”

Venezia – IUAV Istituto Universitario di Architettura

Vercelli – Università del Piemonte Orientale

Verona – Università degli Studi

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4 pensieri su “Università. Quantità o Qualità?

  1. Penso che il discorso non riguardi solo quantità e qualità, non penso che ci debba per forza essere un legame tra le due cose. Secondo me il problema istruzione in Italia è molto complesso ma non voglio divulgare, quindi università…

    I grossi problemi che ci sono (o almeno che vedo e percepisco io!!) sono la mancanza di prospettive future, uno studente che si impegna negli studi per 5 anni per poi non aver prospettive di lavoro o di impiego per cui lui e la sua famiglia hanno fatto sacrifici è a mio avviso demotivante e sicuramente controproducente per il paese!
    A questo si collega il fatto che non tutti gli studenti sono sull’idea che studiare sia un “privilegio” a mio avviso, non può e non deve essere solo un diritto, l’impegno, la passione, la voglia di fare qualcosa che piace a prescindere dal compenso economico sono fondamentali in ambito universitario, ma purtroppo passare dalle superiori all’università non comporta per forza un cambio di maturità di molti ragazzi, che si ritrovano a lamentarsi della sessione di esami, dei corsi e quant’altro se farsi un esame di coscienza… tutti vogliono laurearsi in fretta per avere la carta in mano, anche se ormai ci siamo resi conto che vale ben poco…
    Ed è lo stato che dovrebbe impegnarsi di più in questo, far capire ai giovani universitari che il loro contributo un giorno sarà fondamentale, come la loro preparazione … non a parole ma con fatti concreti, investimenti concreti e stabilità nelle scelte e nelle riforme!

    Dall’altra parte ci sono le università che mi sembrano i rappresentanti degli yogurt al supermercato, vogliono invogliarti in tutti i modi a scegliere loro in modo da avere più iscritti e ricevere più fondi… peccato che per fare questo abbassano il livello di selezione per far risultare che da loro ci si laurea più velocemente e con voti più alti, ormai non si và più in cerca della facoltà più prestigiosa o riconosciuta ma quella che costa di meno e che mi permette di andare avanti più facilmente… per forza che la qualità si abbassa… e lo dico io che non sono sicuramente uno studente brillante, anzi sotto la media se guardiamo il mio libretto…

    E’ vero che riducendo il numero di facoltà e ridurre i costi per investirli in meno centri ma con più attenzione sarebbe una soluzione ma non la vedo personalmente come unica soluzione … o la migliore….

  2. Uhm.. d’accordo sì! 🙂 Vorrei sottolineare che in quanto studente di Ca’ Foscari, ormai agli sgoccioli.., ho incontrato nel mio percorso di studi certamente docenti in gamba (alcuni veramente speciali! sia come preparazione sia come trasmissione di passione e conoscenze..) e altri che fossi un datore di lavoro, non so se gli affiderei nemmeno il compito di far fotocopie dalla mattina alla sera, non tanto per la loro incapacità (per carità, a far fotocopie si impara presto… ad insegnare altre materie devi darti un bel po’ da fare..) ma per la loro incoerenza e piccolezza.. allucinante cacchiolina! Non farò nomi, non adesso almeno!, ma in triennale ne ho trovati di tutti i colori! In specialistica, per fortuna, la cosa è migliorata! (Con un cambio di facoltà di mezzo però! 😉 )
    Tuttavia, ricordo con grandissima stima il gran Prof. Rigopoulos! Lui dovrebbe essere il riferimento! Persona espertissima nel suo settore, con un bel curriculum, con pubblicazioni molto interessanti (non basta pubblicare! C’è gente che pubblica scemenze!!!), una passione nell’insegnamento e nella materia che insegna, capacità nei rapporti umani lodevole e serio! Non ti regala un bel niente! Te lo devi guadagnare! 🙂 I suoi sono stati gli esami della triennale più tosti (ben 5 esami suoi!) ma i più formativi e importanti! (tranne che per il caro Sharma! unico e bravissimo!)

    Beh, a presto Fabione! A presto Tommy!!!!

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