Diario di un cinghialetto alle prime governe

DSCF3244Mercoledì, 31 luglio 2013

Io e i miei amici ci siamo abituati. E’ da qualche tempo ormai che i bipedi arrivano con un trabiccolo strano: fa rumore, non è bello da vedere, ma lascia una scia di perline gialle (i bipedi lo chiamano mais, contenti loro…) gustosissime, e di questa stagione il cibo inizia a scarseggiare, quindi non ci facciamo pregare e mangiamo! La cosa strana è che da un paio di giorni, dopo il passaggio del trabiccolo rumoroso, un gruppetto di bipedi si mette lì e ci guarda. Ci contano. Che poi, fissare chi sta mangiando è davvero una cosa da maleducati!

 

Venerdì, 9 agosto 2013

Il trabiccolo continua a passare, ma adesso uno dei bipedi butta le perline gialle anche dentro a dei recinti strani. Che ce frega? Tanto sono aperti, entriamo e usciamo a piacimento. I guardoni sono spariti, almeno si può mangiare tranquilli.

 

Sabato, 10 agosto 2013 – ore 10:30

Va’ che bel pelo! Eh? Sono nato un po’ tardi, molti dicono che sia una sfortuna, ma mamma ha detto che con tutta la pioggia di questa primavera sarei cresciuto bene con tutti i miei 5 fratelli. Poi ha ripreso a grufolare e a tirare su lombrichi come fossero bucatini. Beh, ora ho un pelo striato meraviglioso, un pigiamino perfetto! Va’ che roba!

 

Sabato, 10 agosto 2013 – ore 21:00

Con tutte queste setole meravigliose andrò a trovare la mia cinghialina preferita. Non so il suo nome, lei non parla, non legge ed è timida. Non sono mai riuscito a strapparle più di qualche”oink” imbarazzato, ma stasera sono splendido. Le darò anche un nome, dimostrando che sono uno che legge molto: Ljuba*.

 

Martedì, 13 agosto 2013 – ore 06:00

Che domenica con Ljuba! Dopo il mio vittorioso abbordaggio di sabato sera abbiamo deciso di passare la giornata successiva insieme. L’ho portata a mangiare in un posto carino (anche se un po’ pericoloso) dove i bipedi piantano e annaffiano erba tutti i giorni. Se sei svelto e non ti fai vedere riesci a ribaltare una zolla e recuperare qualche radice o qualche larva, che di questi tempi valgono come il caviale (i bipedi dicono così). Abbiamo mangiato così tanto che ieri non siamo nemmeno andati a mangiare le perline gialle!

 

Martedì, 13 agosto 2013 – ore 9:00

Credo di aver fatto una cavolata: sono entrato come al solito dentro i piccoli recinti per mangiare un po’ di mais (ormai i bipedi lo buttano solo lì), eravamo in sette lì dentro, a un certo punto qualcuno mi spinge, io tocco un filo teso e BAM!! Un colpo secco e l’entrata del recinto si chiude di schianto. Poco male, non è successo nulla dopo, continuiamo a mangiare che qui dentro è pieno!!

 

Martedì, 13 agosto 2013 – ore 13:00

Sono passate poche ore ma non potete immaginare cosa sia successo. Arriva un trabiccolo più grosso del solito, escono due bipedi (uno grosso con la barba e il pelo in testa che sembra mio fratello nato l’anno scorso e uno con la faccia sorridente ma di cui non mi fido neanche un po’), uno entra nel recinto, ci prende uno a uno e ci passa all’altro che aspettava fuori. Ci fanno un tatuaggio all’orecchio (bruttino, io pensavo più a un tribale tra le scapole, ma non mi hanno fatto scegliere), ci mettono in una gabbia con altri coetanei e ci portano in un recinto più grande, insieme ad altri coetanei. Ora scrivo da qui, non si sta male, c’è ombra, cibo, una bella pozza d’acqua, ma soprattutto c’è Ljuba! Dice che l’hanno portata lì nello stesso modo; anche lei pensa che questo posto non sia malaccio, ma qui dentro siamo più di un centinaio. Spazio ce n’è, ma trovare privacy è davvero difficile!

 

Mercoledì, 14 agosto 2013 – ore 10:00

E adesso dove ci portano? Troppo movimento in questi giorni: ci hanno caricato in un camion sulla cui fiancata ho letto “azienda faunistica qualcosa-che-non-mi-ricordo”. Siamo tutti, c’è anche Ljuba. E nella gabbia vicino ci sono anche i miei fratelli più grandi, quindi non sono preoccupato. Mi preoccupano di più le facce del barbuto e del sorridente. Di quelli no, non mi fido.

 

*Un ringraziamento per l’ispirazione va al geniale libro Sei una bestia, Viskovitz di Alessandro Boffa. Da leggere assolutamente.

N.B. Per chi conosce me e il mio pard di persona non c’è bisogno di spiegazioni. Per tutti gli altri assicuro che il barbuto e  il sorridente sono in fondo due buoni diavoli.

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