Parlando di pioggia e di clima

da sathiyam.tv
da sathiyam.tv

Di cambiamento climatico ne avevo già parlato qui.

Negli ultimi giorni, complice quello che è accaduto in Sardegna e un mio post recente, ho avuto modo di ripensare a quello che il cambiamento climatico implica. Non si tratta solo di riscaldamento dell’aria, ma di tutto quello che una variazione – anche minima – si porta dietro.

Come avevo già scritto, esiste un’organo ufficiale che raccoglie ricercatori di diversi paesi del mondo che ha il compito di capirci qualcosa sul tanto chiacchierato “cambiamento climatico”, si chiama IPCC, acronimo per Intergovernmental Panel on Climate Change.

Questi ricercatori, oltre a capirci qualcosa, hanno il merito di diffondere quello che capiscono. E sono talmente bravi da scrivere, oltre ai rapportoni tecnici con parole difficili per i non addetti ai lavori, anche un documento semplice, asciutto, breve, scritto per punti comprensibili e schemi destinato a chi non è tecnico, ma è fondamentale che ne capisca i contenuti: i politici ed i governi.

L’ultimo Summary for Policymakers (datato 11 Novembre 2013) è scaricabile gratuitamente in pdf dal sito (oppure da qui, vi concedo una scorciatoia)

Tra i vari punti si legge chiaramente che la frequenza di precipitazioni particolarmente intense è aumentata ed è destinata ad aumentare in futuro, particolarmente nelle nostre regioni (riporto due frasi qui sotto, sono in inglese ma sono semplicissime da comprendere)

[There are likely more land regions where the number of heavy precipitation events has increased than where it has decreased. The frequency or intensity of heavy precipitation events has likely increased in North America and Europe. In other continents, confidence in changes in heavy precipitation events is at most medium]

[Extreme precipitation events over most of the mid-latitude land masses and over wet tropical regions will very likely become more intense and more frequent by the end of this century, as global mean surface temperature increases]

Spero che di questo si riuscirà a tenere conto quando si progetterà o si modificherà l’uso del territorio in una nazione così densamente popolata come l’Italia, altrimenti coninueremo a stupirci che “piove più del solito”.

P.S. Questo post non vuole “cambiare il mondo”, “svegliare le coscienze”, “spaventare i potenti” o “sembrare alternativo”. L’unico scopo è quello di aiutare – per quanto in maniera limitata – la diffusione di informazioni che sono normalmente poco pubblicizzate al di fuori degli ambienti tecnici.

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3 pensieri su “Parlando di pioggia e di clima

  1. Grazie per il link a PHD comics, finalmente ho capito a cosa serve il bosone di Higgs (?!!?!??)
    Ma non siamo sull’orlo di una piccola era glaciale?…no scusa quella è un’altra realtà parallela, qui siamo su quella del surriscaldamento globale vero?…oppure su quella in cui non ci sono problemi, tutto va bene, ma se ci sembra che il clima stia cambiando è solo un’impressione sinistrorsa? molto bello tutto il seguito del tuo post precedente! io pensavo che tu parlassi delle Filippine e non capivo perché si incaxxavano i sardi….vabè io vivo in un’altra realtà parallela ancora…Spero che questo tuo post riscuota e percuota come l’altro. In ogni caso, aspettando che vengano giorni migliori, e dato che nutro seri dubbi sulla buona fede dei gestori dei territori, è meglio prepararsi al peggio!! Buon lavoro!

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