Questione di cuore, da uno stagno a Plutone

Se parli a qualcuno di specie protette, siano essi amici, studenti o colleghi, ottieni diversi tipi di reazione, raggruppabili in due macro-sezioni, variabili per contenuto e ampiezza da persona a persona:

Macro-sezione A: definita “Difendiamoli-a-tutti-i-costi”, si applica alle specie protette più “carine”, di solito mammiferi (e loro cuccioli) e uccelli (non i nidiacei, quelli sono bruttini).

Macro-sezione B: definita “che-schifo-ma-davvero-tuteliamo-queste-bestiacce?”, si applica di norma a insetti, rettili, anfibi, pesci e tutto ciò che è meno coccoloso.

Per creare un po’ di simpatia attorno ad alcuni animali della macro-sezione B si è costretti a sottolinearne alcune caratteristiche particolari, possibilmente “umanizzanti”, che consentano loro di ottenere quella coccolosità che i cuccioli dei mammiferi hanno innata (c’è chi nasce con tutte le fortune).

Un esempio lampante è l’ululone dal ventre giallo (Bombina variegata), viscidissimo anfibio che solitamente, quando lo si vede, scaturisce reazioni più vicine al “Bleah! XP” che al “Ooooh *.*” (e così abbiamo sdoganato anche le faccine tra gli articoli del blog). Ecco quindi che si fa notare un particolare di questo animale: “guardate l’occhio: a cosa assomiglia la pupilla?”

DSCF7742Risposta realmente ricevuta in coro in un’aula universitaria: “Ma è un cuoricino!! Ooooooh!!! *.*”

Ebbene sì, anche un animale viscido e domiciliato nel fango può diventare simpatico se mostra qualcosa di umano, di dolce. Un cuoricino negli occhi. Il ranocchio innamorato.

Bene, ottimo. E quindi? che succede?

Succede che qualche giorno fa, il 14 luglio 2015, la sonda New Horizons della NASA, partita nel gennaio 2006 raggiunge Plutone. Si tratta di una missione scientifica importantissima, dai risvolti ancora da comprendere appieno ma che ci porta con un occhio molto preciso ai confini del nostro sistema solare.

Ed ecco qual è la foto di New Horizons che fa il giro del mondo:

pluto-heart-thumbNotate niente? “ma quello è un cuore!!! Ooooh!! *.*”

Quel sasso, non più considerato pianeta, che gira all’estrema periferia del nostro sistema solare diventa immediatamente simpatico. Le foto modificate fanno il giro del web, anche l’account Twitter della NASA ne approfitta perché hanno capito una cosa: L’interesse per la scienza parte (o passa) anche da queste piccole cose.

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pluto_nasaE’ ovvio che il valore ecologico di un anfibio o quello tecnico-scientifico di una missione spaziale non sono assolutamente legati ad un cuore disegnato. Quello che conta, però, è che se ne parli, che si crei interesse.

In un mondo in cui la cultura scientifica è in calo e diverse scuole di pensiero ostentano il loro “non credere nella scienza”, anche la proiezione di una forma geometrica che culturalmente identifichiamo con la dolcezza e l’amore può aiutare a creare interesse.

Dopo aver fatto vedere l’occhio a forma di cuore dell’ululone ad alcuni studenti, l’interesse per l’animale (e di conseguenza per la mia lezione) è aumentato, e magari qualcuno di loro ha pensato che studiare gli anfibi potrebbe non essere poi così male.

Sono certo che qualcuno, girando per l’oceano del web in cui le foto di Plutone sono diventate virali, ha voluto approfondire la missione New Horizons, e magari si è trovato a leggere della passione di tecnici e ricercatori che hanno reso possibile una missione ai confini del sistema solare.

Un miracolo, se pensiamo che abbiamo “imparato a volare” poco più di un secolo fa.

In fondo, la scienza è questione di cuore

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