Il ministero per le verità scientifiche

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Quel che pensa il Presidente degli Stati Uniti d’America riguardo al cambiamento climatico globale

Che il cambiamento climatico (climate change) e il riscaldamento globale (global warming) siano materie complesse, seppur evidenti alla comunità scientifica non è un mistero.

Che molte persone prive degli strumenti idonei per comprendere un testo scientifico possano sollevare dei dubbi sull’effettiva esistenza di un cambiamento climatico globale può succedere, il compito di chi fa divulgazione è quello di spiegare in modo semplice ma corretto ai “non tecnici” il contenuto di studi complessi difficilmente “digeribili” dai non addetti ai lavori.

Il cambiamento climatico globale è un problema attuale, reale e immediato. Ha effetti diretti sul clima di specifiche aree – ad esempio l’aumento di “eventi estremi” alle medie latitudini, come stiamo sperimentando in Italia negli ultimi anni – ha effetti indiretti su agricoltura, pesca, distribuzione di specie animali e vegetali, turismo e innumerevoli altri settori, ma essendo globale ha bisogno di essere studiato a diversi livelli, in diverse zone e con diverse metodologie. E deve essere spiegato chiaramente a chi ha la responsabilità di prendere decisioni politiche (lavoro che svolge, ad esempio, L’Intergovernmental Panel on Climate Change, che produce anche un periodico “riassunto per i politici”).

Che il neo-presidente degli Stati Uniti Donald Trump non fosse molto convinto dell’esistenza del cambiamento climatico globale (per usare un eufemismo) non è una novità. In campagna elettorale ha affermato che il cambiamento globale altro non è che “una bufala inventata dai cinesi” per limitare la produzione industriale americana.

“E’ solo campagna elettorale” si sentiva dire. Se dovesse diventare Presidente si ridimensionerà.

A quanto pare no.

Quello che sta succedendo in questi giorni negli Stati Uniti assomiglia alla nascita di un “ministero per la verità scientifica” che sarebbe più idoneo a un libro di Orwell che a una “grande democrazia occidentale”.

Appena insediato il Presidente Trump e il suo governo hanno bloccato la diffusione di notizie scientifiche riguardanti il cambiamento climatico globale da parte di agenzie nazionali come l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA).

Stando a un articolo della Associated Press il direttore della comunicazione dell’EPA ha comunicato che tutti i documenti presenti sul sito dell’agenzia sono “sotto revisione”, inclusi quelli contenenti evidenze scientifiche sul riscaldamento globale causato da attività umane.

La revisione verrà gestita dallo staff amministrativo del neo-presidente, dunque le revisioni ufficiali degli studi scientifici (come funzionano l’ho scritto qui) non hanno più valore: il metodo scientifico non è più valido se al il governo in carica non sono graditi i risultati.

Questo episodio si associa al “silenziamento” dei social media di altre agenzie governative come il Dipartimento per l’Agricoltura (USDA) e il Servizio Parchi, i cui dipendenti si sono in qualche modo ribellati, come spiega questo articolo del Scientific American.

L’idea che le evidenze scientifiche possano essere nascoste o taciute secondo le idee dei governi è più ridicola che spaventosa: l’abiura di Galileo non ha minimamente modificato né il progresso scientifico, né tantomeno la realtà dei fatti.

Così come la terra girava attorno al sole nonostante le convinzioni della Chiesa e l’abiura forzata di Galileo, allo stesso modo il clima mondiale sta cambiando, la concentrazione di gas serra in atmosfera cresce significativamente dall’ultima rivoluzione industriale e gli effetti sono innegabili e davanti agli occhi di tutti quelli che hanno la voglia di guardare.

Gli effetti di decisioni politiche che ignorano la realtà del cambiamento climatico possono però avere effetti devastanti su tutto il pianeta. Se uno degli attori principali delle politiche ambientali mondiali gioca a fare l’inquisitore di scienziati è il caso che tutti gli altri paesi si impegnino ancora di più per fare “la cosa giusta” e prendere decisioni serie supportate da evidenze scientifiche.

In fondo della credibilità di un signore dal ciuffo biondo dovrebbe importare poco, quello che conta è che l’unico pianeta abitabile che conosciamo rimanga tale ancora a lungo.

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