Tutti tuttologi (con o senza web)

La citazione tratta dalla canzone vincitrice dell’ultimo festival di Sanremo mi esce spontanea leggendo e ascoltando quanto scritto e detto in giornali, siti web, telegiornali e trasmissioni di approfondimento in questi giorni.

In particolare oggi si sente parlare di diversi temi, tra i quali:

  • L’emergenza siccità e i cambiamenti climatici (in particolare gli effetti e l’efficacia dei programmi di mitigazione a breve, medio e lungo termine).
  • La gestione della fauna problematica, con particolare attenzione ai grandi carnivori (ogni estate, puntuale come la maturazione dei peperoni, si presenta il problema orsi in Trentino).
  • L’utilizzo dell’acqua in agricoltura e l’incentivo a convertire i campi della pianura padana a colture meno idro-ingorde.

Bene no? Si affrontano temi importanti.

Già. Peccato che gli opinionisti (quanto è antipatica questa parola?) che propongono soluzioni a questi problemi siano gli stessi che fino a pochi giorni fa parlavano di emergenza migranti, psicologia dei piromani e cure neurologiche sperimentali per un bambino giudicato incurabile.

Faccio fatica a spiegarmelo. Come può una persona aver un’opinione seria (dunque documentata, informata, ottenuta da diverse fonti) in materie così diverse?

Io, ad esempio, di musica non capisco nulla. Cito una canzone all’inizio del post per il solo fatto che apprezzo la citazione di Desmond Morris, ma non mi permetterei mai di dare un parere tecnico-stilistico o artistico.

Lo stesso vale per molti altri argomenti: ho un’infarinatura di neurologia? No. Quindi non ho idea di cosa fosse giusto fare per il povero Charlie Gard.

Ho una conoscenza sufficiente di cooperazione internazionale? No. Di conseguenza non propongo soluzioni per “aiutare i migranti a casa loro”.

Io posso capire che il portavoce di un movimento politico-sociale debba dare delle idee su possibili soluzioni a problemi contingenti, ma quasi mai sento dire le seguenti frasi:

“Il problema è complesso, la soluzione va trovata interpellando degli esperti nel settore”

“Il nostro paese ha investito nella formazione universitaria di molte persone, è opportuno sfruttare questi investimenti e far partecipare chi ha le competenze ai processi decisionali”

“Esistono già delle soluzioni tecniche, ma non sono facilmente riassumibili in 10 parole”

“Non ho idea di come affrontare questo problema. Mi informerò”

Perché, ad esempio, sulla crisi idrica e sui cambiamenti climatici non si sente quasi nessuno dire che la situazione attuale (prolungati periodi di siccità e aumento degli eventi estremi) è stata ampiamente prevista e semplicemente stiamo nascondendo la testa sotto la sabbia senza prenderne atto? Esistono istituzioni ufficiali internazionali che sono talmente in gamba da produrre delle relazioni “facilitate” per essere comprese da chi non ha competenze tecniche, come l’Intergvernmental Panel on Climate Change con i suoi Summary for Policymakers (per politici, appunto).

Perché in relazione all’ultimo attacco di orso in Trentino no si dice che esiste un piano d’azione del Ministero dell’Interno che prevede la cattura o addirittura l’abbattimento per gli esemplari aggressivi, che regola le attività di monitoraggio e che individua i ruoli decisionali e operativi da diversi anni a questa parte? Perché a sentire certi ragionamenti pare che la presenza dell’orso sia una sorpresa e che nessuno sappia cosa sia opportuno fare.

Perché dopo ogni temporale l’amministratore locale di turno fa abbattere gli alberi rimasti in piedi “perché i cittadini lo chiedono”, senza interpellare tecnici che sono in grado di valutare la propensione al cedimento o le pratiche di gestione idonee per salvaguardare i benefici degli alberi minimizzando i rischi? Perché non vengono fatti controlli preventivi (prima dei temporali estivi) o non vengono attuate delle pratiche di manutenzione degne di questo nome?

Ormai funziona così, il tuttologo di professione ha sempre la risposta a tutto.

Al prossimo terremoto (che ci sarà, anche se facciamo finta di niente), saremo bombardati da soluzioni per “fare prevenzione” e “proteggere il territorio” e da trattati di geofisica improvvisati.

Lo stesso sarà per la prossima alluvione (che ci sarà, tra ottobre e novembre, anche se facciamo finta di niente). Avremo decine e decine di soluzioni, di programmi di manutenzione di impegni a mettere in sicurezza il paese.

Ma il tuttologo è fortunato. Quando sarà il momento di mettere in pratica le sue semplici soluzioni lui sarà impegnato a dare altre soluzioni, per altri problemi, che nel frattempo saranno venuti alla ribalta.

La competenza non è apprezzata da queste parti.

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2 pensieri su “Tutti tuttologi (con o senza web)

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